1° errore:
In questo articolo sarò molto diretto e condividerò con te alcuni dei più grandi errori che generalmente tutti i nuotatori commettono.
Il mio obiettivo infatti è che tu possa capire quali sono gli aspetti principali sui quali devi concentrarti sin dalla prossima volta in cui entri in acqua.
Partiamo dal numero uno: battere troppo le gambe.
Se sei consapevole che in acqua le gambe non rappresentano il tuo punto forte, la soluzione non è quella di provare a tutti i costi a batterle più forte.
Devi sapere che le gambe sono i muscoli più grandi del nostro corpo, motivo per cui consumano un sacco di energia.
Perciò, se non sai come batterle in maniera tale che la tua gambata risulti economica ma allo stesso tempo anche funzionale, sicuramente posso dirti che provare a scalciare più forte i tuoi piedi in acqua non rappresenta la soluzione migliore.
Difatti, tutto questo aumentarà soltanto l’attrito del tuo corpo all’avanzamento e, di conseguenza, ti porterà a stancarti più velocemente di quello che pensi.
Allora, a questo punto, può sorgerti spontanea una domanda:
“La soluzione, nel mio particolare caso, è quindi quella di smettere definitivamente di batterle?”
Assolutamente no!
Perché devi sapere che senza una buona battuta di gambe la tua nuotata non sarà mai del tutto stabile ed efficiente.
Non esiste un buon nuotatore che non batta le gambe.
All’apparenza magari può sembrare che ci sia qualcuno che non le batta ma, in realtà, chi sa davvero nuotare semplicemente può permettersi magari di usarle meno ma meglio.
Poiché un suo singolo colpo, in termini di efficacia, vale il doppio o il triplo del tuo.
2° e 3° errore:
Numero due: nuotare troppo veloce.
Se vuoi nuotare più veloce logicamente la soluzione non è quella di nuotare ed allenarsi più lentamente, tranne però nella parte di riscaldamento e in quella dedita agli esercizi tecnici.
Devi appunto sapere che il riscaldamento serve ad elevare in maniera graduale le tue pulsazioni cardiache, in modo da ottenere il massimo reclutamento dei tuoi distretti muscolari senza dargli subito un brusco ed eccessivo impulso che potrebbe causare soltanto danni.
Eppure, un errore che vedo fare molto spesso dalla maggior parte dei nuotatori amatoriali è quello di velocizzare tutta la parte di riscaldamento iniziale, così come tutta la parte di esercizi e di attivazione, per arrivare il prima possibile alle serie di lavoro centrale.
Calma.
Prenditi il riscaldamento con più tranquillità e concentrati sulle sensazioni del tuo corpo.
E poi, se vuoi spingere di più, fallo…ma nella parte di allenamento dove conta davvero spingere, e vedrai come la qualità complessiva del tuo allenamento si innalzerà.
Numero tre: troppo rumore e troppi schizzi d’acqua.
Se la tua nuotata non è pulita o, quantomeno, più “silenziosa” possibile, allora vuol dire che stai sbagliando.
Probabilmente, infatti, i tuoi arti superiori quando entrano in acqua impattano un sacco alzando una quantità di schizzi spropositata.
Devi appunto sapere che se tutto ciò rispecchia a pieno il tuo caso significa, allora, che ogni tua bracciata è accompagnata da un inutile attrito.
Ricorda sempre che in acqua ti muovi in un fluido che è ben ottocento volte più densa dell’aria.
Motivo per cui, imparare ad ascoltarti ed iniziare a curare la pulizia del tuo gesto natatorio per intero farà davvero la differenza sulle tue prestazioni.
4° errore:
Numero quattro: guardare sempre avanti.
La posizione del tuo corpo in acqua deve risultare sempre distesa ed orizzontale considerando che la testa e le gambe, costituendo le due estremità di questo asse, agiscono in maniera cruciale sull’equilibrio dell’intero corpo.
Mi spiego meglio: se quando nuoti la tua testa risulta molto alta perché tendi sempre a guardare in avanti capisci che, per forza di cose, se da una parte ci si alza dall’altra inevitabilmente si affonda.
In questo caso ciò che affonderà saranno proprio le tue gambe.
Risultato?
Un assetto del tuo corpo compromesso che non andrà sicuramente a beneficio dell’intero avanzamento.
E quindi quale può essere la soluzione?
Semplicemente quella di guardare in basso.
Può sembrare paradossale ma stai tranquillo che non andrai a sbattere nel muro alla fine di ogni vasca.
Anche perché, ogni qualvolta che ne hai bisogno, basta che tu pensi ad alzare il tuo sguardo e non la testa, la quale deve rimanere neutra.
Ovviamente, se nuoti in mare, è chiaro poi che di tanto in tanto dovrai alzare la testa per controllare la direzione.
Ma, comunque, tieni sempre bene in mente questo concetto, poiché quanto più riuscirai a ridurre il tuo attrito frontale, tanto più risulterai idrodinamico.
5° e 6° errore:
Numero cinque: attrezzatura tecnica non adatta.
Quando parlo di attrezzatura parlo di tutto lo stretto necessario per nuotare che deve essere anch’esso di qualità e non improvvisato.
Quindi in primis cuffie, occhialini e costumi che devono essere comodi ed adatti a te dato che l’importanza del comfort non è da sottovalutare nemmeno in acqua, soprattutto quando ci si allena più volte durante la settimana.
E poi pinne, palette pull, boccaglio che sono gli strumenti base, ma anche quelli necessari per lavorare bene in acqua.
In particolare, sulle pinne, ti consiglio sempre di puntare su quelle che hanno il tallone bucato, perché danno alla caviglia maggiori possibilità di movimento.
Così come le palette.
È importante, infatti, che siano della giusta taglia della tua mano, né troppo larghe né troppo piccole.
Sappi che ne va della salute delle tue spalle.
Ed infine, quando si parla di boccaglio, si intende ovviamente il boccaglio frontale.
Il quale, non deve assolutamente darti alcun fastidio quando nuoti.
E visto che siamo in argomento, non posso che consigliarti l’attrezzatura tecnica da noi personalmente sviluppata e marchiata e che puoi trovare direttamente sul nostro sito qua indicato: www.swimprove.shop
Dacci un occhio, che sono sicuro che non te ne pentirai.
Numero sei: trattenere il fiato.
Devi sapere che sulla terraferma la respirazione è innata.
Del resto, per vivere siamo abituati sin dalla nascita di inspirare ed espirare continuamente.
Anche in acqua è necessario costruire un proprio schema respiratorio, che sta alla base, e che deve essere acquisito prima di ogni altra cosa.
Altrimenti nuotare per te sarà sempre una sofferenza.
Partiamo dal concetto che come respirare quando nuotiamo l’ho già spiegato in un altro articolo presente all’interno di questo blog e che puoi tranquillamente rivedere nel caso tu te lo fossi perso.
Sappi però che se quando nuoti trattieni il fiato ed ogni hai bisogno di respirare, lo fai respirando dal naso…beh, voglio dirti che stai sbagliando.
Ed è proprio questo il motivo per il quale ti affatichi troppo precocemente.
7° e 8° errore:
Numero sette: rispetta la linea mediana del tuo corpo.
Immagina che quando ruoti il tuo corpo sia diviso a metà da una linea retta.
Ecco, questa linea retta non devi mai oltrepassarla e questo vale sia sopra che sotto l’acqua.
Quindi devi entrare con le mani davanti alle tue spalle ed allungarti bene lungo quel binario.
Stessa cosa vale sotto l’acqua dove in fase di presa, trazione e spinta devi rimanere sempre con la tua mano indicativamente sotto la proiezione data dalla tua spalla.
Anche se il tuo corpo ruota non devi mai incrociare, quindi non entrare con il braccio davanti alla tua testa e non spingere con il braccio sotto la pancia, altrimenti avanzerei a zig zag in maniera piuttosto scoordinata.
Numero otto: nuotare piatti.
Il rollio è una cosa fondamentale ed imprescindibile nello stile libero, così come nel dorso.
Ma la maggior parte dei nuotatori, purtroppo, è carente da questo punto di vista.
Anche sul rollio ci ho dedicato in precedenza un intero articolo, ma se vogliamo riassumerlo in poche parole, devi sapere che una nuotata piatta è una nuotata corta che non ha profondità di bracciata e che fa un sacco di attrito.
Motivo per cui, ogni volta che il tuo braccio entra in acqua devi pensare di allungarti andando a cercare l’acqua quanto più lontano possibile e vedrai che, facendo così, mentre ti distendi otterrai questa rotazione guidata contemporaneamente dai tuoi fianchi e dalle tue spalle.
Inoltre, questo momento di rotazione aumenterà la lunghezza della tua bracciata in modo tale da incrementare la cosiddetta ampiezza di bracciata.
9° e 10° errore:
Numero nove: braccia tese.
Nuotare con braccia tese, in maniera del tutto inconsapevole, è uno dei classici errori tipici del nuotatore amatoriale che non possiede una buona sensibilità acquatica.
Quando infatti nuoti a stile libero vige una semplice regola che devi tenere sempre in mente: il braccio, in fase di recupero ed in fase di presa trazione, deve essere flesso.
Questo perché in fase di recupero il braccio flesso permette di rilassare quanto più possibile la muscolatura della spalla, mentre in fase di presa e trazione, il braccio sempre flesso, permette questa volta di salvaguardare l’articolazione della spalla e di aumentare la superficie d’acqua che andremo a spingere.
Numero dieci: allenarsi senza un piano preciso.
Eccoci arrivati all’ultimo errore, forse il più grande di tutti e che vedo commettere soprattutto da chi non ha una grande esperienza in acqua.
Abbiamo parlato di come dover prestare attenzione a non nuotare troppo velocemente la parte di riscaldamento e di esercizi tencicni, ma è altrettanto importante non sprecare il tuo tempo in acqua.
Poiché un obiettivo senza un corretto piano è solo un desiderio, e così rimarrà tale.
Adesso quindi tocca a te!
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Nel frattempo ti lascio qua di seguito il formato video dell’articolo che hai appena letto così che la comprensione di tale argomento possa essere per te quanto più dinamica ed intuitiva possibile.


