La resistenza nel nuoto è correlata all’insorgenza della fatica:
È impossibile mantenere la tua velocità in acqua per mille metri di fila, ma puoi aumentare la tua resistenza nel nuoto per mantenere circa il 75% della tua velocità su distanze via via sempre più lunghe.
Ma lascia che ti spieghi meglio che cosa significhi essere resistenti in acqua e, soprattutto, quali sono i quattro fattori principali che influenzano questa capacità.
Partiamo però dicendo che:
quando nuoti al massimo della velocità, i tuoi muscoli lavorano spendendo energie in maniera molto più veloce rispetto al tempo che impieghi per ricostruirla.
Questo causa la cosiddetta fatica.
Perciò ecco spiegato il motivo per il quale inizierai a nuotare sempre più piano mano a mano che aumenta la cosiddetta sensazione di stanchezza.
Ma, come forse saprai, ci sono alcune persone che sono più veloci sulle brevi distanze…che però non sono in grado di mantenere questa velocità per molto…così come ci sono altre persone che, invece, non sono così veloci ma sono in grado di nuotare per distanze più lunghe proprio perché hanno una maggiore resistenza.
Migliorare quindi la tua resistenza significa allenarsi per riuscire a mantenere una certa velocità per un periodo di tempo più lungo.
E anche se la migliori di poco, per esempio di 0,1m/s, vorrebbe dire comunque fare 35 secondi in meno in una gara da 1500 metri!
Ma, per capire in modo concreto come tu possa aumentare la resistenza in acqua, è necessario prima dare un occhio ai quattro adattamenti principali che il tuo corpo ha bisogno per poter mantenere più a lungo una determinata velocità.
I 4 adattamenti che influiscono sulla resistenza nel nuoto:
Il primo adattamento è dato proprio dai polmoni, i quali necessitano di trasferire più ossigeno al sangue.
Il secondo è dato dal cuore, che ha bisogno di pompare più forte il sangue ai muscoli.
Il terzo, invece, è dato dai muscoli che hanno bisogno di usare energie in maniera più efficiente e, per poterlo fare, hanno bisogno però di essere più forti.
Mentre, il quarto ed ultimo adattamento, è dato dal fatto che in acqua hai bisogno di avere un miglior controllo del tuo corpo per poter essere abile nel muoverti con una tecnica di nuotata migliore.
La resistenza nel nuoto spesso subisce un approccio errato:
Il problema principale infatti è che, la maggior parte delle persone, iniziano concentrandosi sul potenziare/migliorare il primo o il secondo adattamento.
Provano quindi a nuotare distanze sempre più lunghe per migliorare a tutti i costi la loro efficienza cardiopolmonare, come solitamente usa fare nella corsa o nel ciclismo…
Se infatti, da domani, provi a metterti le scarpette oppure provi a salire in sella ad una bici, vedrai che piano piano inizierai a migliorare i tuoi tempi e la tua velocità media riuscendo, così, ad aumentare le distanze percorse.
Possono farlo tutti, anche chi parte da zero.
Non serve avere alle spalle un particolare trascorso da corridore o da ciclista, quantomeno per farlo in maniera amatoriale e per cominciare a togliersi le prime soddisfazioni personali.
Il corretto modo per migliorarla:
In acqua bisogna cambiare prospettiva ed operare in maniera totalmente controintuitiva.
Ebbene sì, perché il problema principale è il mezzo in cui ci muoviamo: ovvero l’acqua.
Il quale è un fluido con una densità maggiore di 830 volte rispetto all’aria…motivo per cui, in acqua, bisogna procedere al contrario.
Cioè, in prima istanza, è necessario affinare la propria tecnica di nuotata, rendendola pulita ed efficace.
E poi, solo dopo, ci si può preoccupare di aumentare la propulsione e migliorare così la propria capacità cardiovascolare.
Funziona così, non c’è altra via per ottenere un concreto miglioramento in acqua.
Sappi, infatti, che qualsiasi tentativo di procedere altrimenti, magari accorciando pure le tappe per trovare una scorciatoia che ci permetta a tutti i costi di minimizzare i tempi di apprendimento, non farà altro che portarti incontro a fallimento.
Ecco allora che, alla fine dei conti, l’adattamento più importante da acquisire in acqua, perlomeno in fase inziale, risulta essere proprio il quarto.
Quindi se vuoi iniziare ad avere un migliore controllo del tuo corpo e allo stesso tempo iniziare a destreggiarti meglio in acqua, spero che oggi tu abbia almeno capito qual è il punto di partenza da dove iniziare.
Io spero che questo articolo ti sia piaciuto, ma prima di finire ti ricordo che:
Se vuoi maggiori informazioni sui nostri percorsi privati o candidarti per diventare il prossimo caso di successo di Swimprove, clicca sul link qui sotto e prenota una chiamata direttamente con un nostro coach.
È gratuita e senza impegno, ma ci permettere di capire se facciamo realmente al caso tuo.
Nel frattempo ti lascio qua di seguito il formato video dell’articolo che hai appena letto così che la comprensione di tale argomento possa essere per te quanto più dinamica ed intuitiva possibile.


