La partenza nel nuoto: un gesto di primaria importanza
La partenza nel nuoto ricopre un ruolo importantissimo ed ha un’incidenza molto elevata sulle nostre performance, soprattutto se parliamo di gare veloci come i 50 e i 100 metri.
Ma non è da sottovalutare nemmeno l’impatto che ha sulle gare più lunghe perché comunque, si sa, non è mai simpatico prendere due metri dagli avversari sin dalla partenza.
Ritrovandosi, così, in una condizione di notevole svantaggio fin dalla prima vasca.
Ecco perciò che, se negli anni passati ci si tuffava dal blocchetto di partenza un po’ alla meno peggio…oggi, questo gesto, è diventato un elemento primario della prestazione.
Ed il modo in cui ci si dedicano i professionisti ne fa da testimonianza.
Saper quindi fare una buona partenza è diventata un’abilità di cui non possiamo fare a meno.
“Grab Start” o “Track Start”: Qual è la migliore?
Partendo dal principio, è necessario innanzitutto assumere una corretta posizione sul blocco:
perché è da lì che poi dipende tutta l’esecuzione del gesto.
Quindi, posizionati con un piede avanti e un piede indietro, perché comunque c’è da dire che la “grab start”: ovvero la partenza con tutti e due i piedi davanti, è una tecnica ormai passata ed ampiamente superata.
Tutto questo grazie anche alle tecnologie con i quali sono costruiti attualmente i i blocchi di partenza, rispetto a quelli che solitamente venivano utilizzati fino a qualche decennio fa.
Certo, ovviamente può essere ancora utile inserirla all’interno di una progressione didattica volta ad imparare la partenza per intero ma, a mio avviso, nel 2024 è giusto adeguarsi con i tempi ed imparare a fare la “track start”.
PS. Ci tengo a dire che, se ancora tu non lo sapessi, alla fine di ogni articolo lascio sempre in allegato il nostro video di riferimento così che tu possa visualizzare e capire meglio tutti i particolari che andrò a descrivere nelle seguenti righe.
Gli step per eseguire una buona partenza nel nuoto:
Ma, tornando a noi, premetto che posizionare un piede avanti e un piede dietro è concettualmente corretto, ma non basta.
Poiché bisogna capire come posizionarli di preciso.
Difatti, devi entrare nell’ottica che la posizione dei piedi ha un’influenza diretta sulla stabilità del tuo corpo sul blocco e di, conseguenza, sulla successiva parabola di volo, la distanza e la velocità di ingresso in acqua.
Motivo per cui, appena saliti sul blocchetto, devi in primis posizionare con tutta calma un piede davanti, poco al di là della linea di metà, con le dita che sporgono per poterlo saldamente afferrare.
Dopodiché, posiziona l’altro piede che, invece, va a poggiare solo con la parte dell’avampiede nella parte terminale del blocco o sull’aletta.
Sappi che la distanza orizzontale che deve esserci tra i due piedi deve essere indicativamente pari alla lunghezza dei fianchi, né di più né di meno, perché altrimenti si creerà instabilità.
A questo punto sposta il tuo intero peso sul centro del piede davanti e allunga le braccia per andare, così. ad afferrare il blocco non con i palmi ma soltanto con le dita delle mani.
La partenza nel nuoto: gli errori comuni
Attenzione però, perché è proprio adesso che arrivano a cascata tutta una serie di errori molto comuni, per esempio: c’è chi abbassa il sedere, e si ritrova quasi del tutto seduto…Sbagliato!
Ricorda che il bacino deve risultare sopra la linea delle spalle, proprio come i centometristi nell’atletica.
Ciò è imprescindibile per avere un migliore angolo di uscita dal blocco.
Che, però, non significa distendere totalmente la gamba anteriore.
Bensì, trovare un giusto compromesso a seconda del proprio grado di elasticità muscolare.
Alla fine, ciò che conta, è non ritrovarsi poi completamente seduti con tutto il peso che scarica sul quadricipite.
Così come, d’altro canto, c’è chi una volta trovata la posizione alza la testa per vedere dove andrà a tuffarsi…Anche questo è sbagliato!
Anzi, va a costituire una grossa limitazione mentale che non farà altro che renderti inutilmente rigido; facendoti soltanto tuffare più vicino del dovuto.
Ecco, perciò, che il collo, e quindi la testa, devono stare neutri come se, semplicemente, dovessero seguire la curva della schiena.
Ma gli errori mica sono finiti qua perché, poi, c’è anche chi si irrigidisce del tutto:
piega le braccia, tende la schiena e si carica completamente all’indietro…Sbagliato!
Ricorda sempre che sul blocco bisogna assumere una posizione quanto più naturale e rilassata possibile.
Guarda nel video che ti ho lasciato in allegato alla fine dell’articolo come spalle, gomito e polso risultano sulla stessa linea e come, di conseguenza, la muscolatura del dorso e dei distretti posteriori non è eccessivamente tesa. Bensì, risulta a proprio agio.
Pronta a sprigionare la massima potenza al momento del via.
Pronti, via!
Ok, arrivati proprio a questo punto, come si soul dire, inizia il bello.
Al fischio del via lo sguardo, che è il pilota di tutto il movimento di partenza, si deve alzare per darci così la direzione.
Nel mentre che, in contemporanea, dovrai spingere con tutta la forza possibile, sia con le gambe che con le braccia, per cercare di andare più lontano e più avanti possibile.
Per quanto riguarda poi la fase di volo pensa soltanto a tenere l’addome contratto per evitare di perdere l’assetto e scomporti.
Andando, molto semplicemente, a recuperare le braccia nella maniera più istintiva e naturale possibile.
Con l’unico fine, in fase di ingresso, di bucare l’acqua come una freccia.
Le braccia infatti, prima dell’ingresso in acqua, devono distendersi in avanti con una mano sopra l’altra pronti ad accogliere al suo interno la testa.
Questo per far sì che lo specchio d’acqua venga rotto in un preciso punto dalla punta della freccia.
Imparare la partenza nel nuoto spesso spaventa:
C’è da dire purtroppo, però, che un problema che blocca chiunque all’inizio voglia imparare la partenza è proprio la paura dell’altezza.
Ma come viene risolta nel 90% dei casi?
Solitamente dicendoti che questa paura è comune a tutti.
Da un lato è vero, ma dall’altro non giustifica il fatto che, di fretta e furia, ti fanno mettere comunque sopra il blocco in posizione di “track start”…ti dicono di caricarti tutto all’indietro come una molla, e poi ti invitano a buttarti in avanti senza pensare a nulla.
Ma alla fine poi cosa succede?
Che ovviamente il sedere si abbassa, la testa si alza ed una bella panciata con annessa la perdita di occhialini diventa un must.
A forza di panciate si impara, ma è vero anche che in tanti non imparano mai o mollano prima.
Motivo per cui noi di Swimprove non condividiamo questo tipo di approccio.
Infatti, con chiunque voglia imparare una partenza, preferiamo operare in una maniera molto più analitica.
Partendo prima dallo sconfiggere la paura dell’altezza con esercizi mirati e poi, una volta acquisita confidenza, trasferiamo tutto ciò nella costruzione di una partenza vera e propria, con risultati del tutto diversi.
Mi auguro quindi che anche questo articolo ti sia piaciuto e possa servirti come aiuto per imparare questo fondamentale gesto tecnico del nuoto ma, prima di concludere, ti ricordo che:
Se anche tu ti sei ritrovato negli errori descritti all’intero di questo articolo e vuoi maggiori informazioni sui nostri percorsi privati per migliorarti, o candidarti per diventare il prossimo caso di successo di Swimprove, clicca sul link qui sotto e prenota una chiamata direttamente con un nostro coach.
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Nel frattempo ti lascio qua di seguito il formato video dell’articolo che hai appena letto così che la comprensione di tale argomento possa essere per te quanto più dinamica ed intuitiva possibile.


