Come migliorare e potenziare il VO2max nel nuoto

La potenza aerobica:

Nello scorso articolo, in merito alle andature e velocità nel nuoto, abbiamo capito che cosa si intende per capacità aerobica comprendendo che, all’interno di questo meccanismo, rientrano quei ritmi etichettati come A1, A2, e B1. 

Oggi, invece, capiremo che cosa significa potenza aerobica e, quindi, che cosa essa concerne.

Molto semplicemente partiamo dicendo che, quest’ultima, comprende un tipo solo di andatura: il B2.

Ma quindi che cos’è questo B2?

E, soprattutto, come può essere allenato? 



Che cos’è il VO2max nel nuoto?

Ecco, specifichiamo che la massima potenza aerobica, conosciuta più specificamente come VO2max, è appunto il massimo volume di ossigeno scambiabile da un individuo all’interno di un minuto.

È un’intensità che può essere sostenuta al massimo dai 6 ai 10 minuti prima arrivare all’esaurimento, anche se varia ovviamente a seconda del livello dell’atleta.

Difatti, comunque, prima o poi si arriverà ad un certo punto oltre il quale il consumo di ossigeno rimarrà costante e la maggiore richiesta di potenza verrà pagata da un rapido accumulo di acido lattico che, però, porterà progressivamente alla classica sensazione di blocco dei nostri muscoli.





Il VO2max nel nuoto è un valore così importante?

C’è da dire che avere dei livelli alti di VO2max è un prerequisito importantissimo per qualsiasi disciplina di endurance.

D’altro canto, però, non deve diventare un pallino fisso.

Anche perché concentrarsi solo e soltanto sul migliorare questi parametri e, quindi, fare principalmente allenamenti con lavori centrali in cui si richiede un’alta intensità potrebbe, da un lato, portarti fuori strada o quantomeno non portarti al tuo obiettivo.

Soprattutto se la tua tendenza è fare gare dal mezzo fondo in su. 

Questo perché avere un VO2max molto alto è come avere un’automobile con una bella cilindrata.
All’apparenza può sembrare attraente, ma c’è da considerare la capienza del serbatoio.


Se infatti quest’ultimo risulta piccolo, ogni volta che proverò ad accelerare la potenza espressa da questa automobile richiederà un afflusso di benzina tale da svuotare quasi completamente tutto il serbatoio in un batter d’occhio.

In un colpo solo.

In questo modo, con quell’automobile lì, non sarò mai in grado di percorrere una distanza ragionevole a quella determinata potenza, e quindi velocità.

Motivo per cui è necessario prima lavorare sull’aumentare la capienza, il volume del serbatoio.

Ovvero, tradotto nel nostro gergo, dedicarsi ad un’ampia base di esercitazioni che mirino a metter su chilometri ad intensità blande.

E poi, solo dopo, concentrarsi sul migliorare l’erogazione della potenza di questo metabolismo, inserendo magari qualche esercitazione a più alta intensità.






Come allenare il VO2max nel nuoto?

È chiaro che, giunti qua, la domanda può sorgere spontanea: come allenare quindi questo VO2max?

E perciò, quali sono i migliori lavori di B2? 

Beh, non c’è una risposta univoca.

Anche perché, questa tipologia di lavori, sono quelli di più difficile interpretazione.

Nonché anche quelli più delicati proprio perché, se gestiti in un certo modo, possono diventare dei lavori misurati intorno al range soglia anaerobica mentre, se gestiti in maniera diversa, possono diventare anche dei veri e proprio lavori di lattato.

Mi spiego meglio.

Un lavoro di B2 può essere di tipo estensivo: quindi metodologia classica con distanze intere ad esempio 5x400m, con recupero attivo tra una serie e l’altra variabile tra 1 e 5 minuti.

Oppure, lo stesso lavoro, può essere reso più intensivo con frazionamenti più brevi: per esempio su cinquanta/cento metri e con recuperi leggermente più alti.

Mi sto riferendo a tipo quattro serie di 4x100m con recupero dai 3 ai 5 minuti.

Oppure quattro serie di 8x50m.



Gli errori tipici nei lavori di VO2max nel nuoto:

Il tutto però deve essere fortemente ponderato su quelle che sono le caratteristiche dell’atleta.

Prorpio perché, se sei un velocista, chiaramente non avrai la capacità di poter gestire le distanze di chi fa dal mezzo fondo in su. 

Ed un lavoro in B2 impostato su 5x400m, quindi con esercitazioni di durata continua dai cinque minuti in su, rischia di diventare semplicemente un lavoro aerobico, o al massimo di soglia.

E perciò, per niente efficace sia in termini di allenamento del VO2max ma anche in termini di allenamento della capacità aerobica.

Proprio perché non ne possiede delle caratteristiche strutturali per essere definito come tale.

La stessa cosa può riflettersi su un lavoro più intensivo, che all’apparenza può magari essere più idoneo per un velocista, ma se poi non  viene calibrato sulle caratteristiche dell’individuo può sfociare nel campo lattacido.

E questo errore metodologico si nota molto bene nella maggioranza dei casi in cui l’atleta, già dopo metà lavoro, risulta cotto a puntino. 

Ed ecco che, facendo così, la restante parte del lavoro diventa una vera e propria sopravvivenza dove l’eccessivo decadimento tecnico ne fa da padrone.  



L’importanza di non generalizzare:

Motivo per cui, se in Swimprove puntiamo tanto sulla personalizzazione è anche per questo.

Ci tengo infatti a chiederti: “Quante volte ti sei ritrovato nel bel mezzo di un allenamento consapevole di non avere quella base tecnica per riuscire a svolgerlo per intero?

Oppure, quante volte ti sei ritrovato in mezzo ad un allenamento completamente esausto a livello fisico? 

In realtà ti faccio queste domande perché la risposta già la so.

Alla fine è ciò che ci viene confidato, ogni giorno, dalle persone che approcciano il nostro mondo Swimprove.

Adesso tocca a te!

Se vuoi effettivamente riuscire a sprigionare quello che è il vero tuo potenziale, ti invito a cliccare nel link in descrizione per parlare direttamente con un nostro coach in maniera GRATUITA.


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Insieme a lui capirai quali sono i reali motivi per i quali non riesci a migliorarti o, magari, quali sono i modi finalmente per riuscire a ottenere quelli che sono i tuoi miglioramenti, sia a livello tecnico che metabolico. 

Nel frattempo ti lascio qua di seguito il formato video dell’articolo che hai appena letto così che la comprensione di tale argomento possa essere per te quanto più dinamica ed intuitiva possibile.

Indice
Foto di Mattia Torrioni, autore del blog di Swimprove
Mattia Torrioni | Co-founder di Swimprove

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