Meccanismo anaerobico alattato:
Nell’articolo di oggi voglio chiudere definitivamente il cerchio su ciò che concerne la metodologia di allenamento e, di conseguenza, quello che riguarda l’interpretazione delle varie andature e ritmi.
Mi andrò perciò a concentrare sull’unico tassello mancante di questa serie.
Proprio oggi parlerò del meccanismo anaerobico alattato dove rientrano tutte quelle esercitazioni denominate con la sigla di C3.
Mi sto quindi riferendo a tutti i lavori di massima velocità, come gli sprint.
Del resto, si chiama meccanismo anaerobico lattato proprio perché il substrato energetico utilizzato non è né l’ossigeno né l’acido lattico, bensì la fosfocreatina.
Ma che cos’è questo particolare composto?
Massima velocità nel nuoto: questione di fosfocreatina?
La fosfocreatina, chiamata anche creatin-fosfato, è una molecola ad elevata energia presente nei nostri muscoli.
Viene infatti utilizzata per ottenere rapidamente quell’energia di cui abbiamo bisogno per sostenere sforzi di pochi secondi.
Si parla appunto di otto dieci secondi al massimo, però alla massima intensità possibile.
Motivo per cui, quando parliamo di C3, facciamo sempre riferimento a lavori con frazionamenti, di solito inferiori o uguali a 25m e con recuperi fino a due minuti.
Per consentire il pieno recupero neuromuscolare è infatti fondamentale tenere ben presente che il recupero è sempre un fattore importante, poiché ogni tipologia di esercitazione per raggiungere i nostri obiettivi deve essere strutturata sulla base della conoscenza dei tempi di ripristino dei vari sistemi metabolici biologici interessati.
Proprio per questo, ho sempre menzionato il recupero con particolare attenzione in tutte quelle che sono le esercitazioni e le varie andature proposte all’interno di questa miniserie.
Le esercitazioni in C3:
Ma tornando a noi, le esercitazioni di C3 tre hanno una finalità specifica: costruire il miglior gesto tecnico alla maggiore velocità possibile.
Sono quindi, come già detto, esercitazioni di breve durata e massima intensità e, dal punto di vista strettamente metodologico, prevedono volumi ridotti di 200/400m, suddivisi in blocchi e frazionati in distanze di 10, 15 o massimo 25m.
Ecco che chiuso questo cerchio, a prescindere di come andare a interpretare le varie esercitazioni sulle diverse andature e velocità illustrate all’interno di questa miniserie, ci tengo a dirti una cosa molto importante:
Una piccola riflessione:
Il nuoto è uno sport che richiede determinazione e dedizione, ma non c’è niente di più soddisfacente che raggiungere un obiettivo che ti sei prefissato.
Ricorda che i risultati in questo sport non arrivano dall’oggi al domani, ma arriveranno soltanto con costanza, pazienza ed impegno continuo.
Sei fiero di te stesso?
Ogni volta che finisci un allenamento, una gara, per piccola che sia l’impresa che hai fatto…sappi che ogni volta che stai nuotando stai facendo la scelta giusta per la tua salute e il tuo benessere.
Ed è questa la cosa più importante che cerco ogni giorno di trasmettere agli atleti che fanno parte dei nostri percorsi all’interno di Swimprove.
Ma è anche il messaggio che cerco di diffondere dal giorno zero in ogni nostro video o contenuto che puoi trovare in giro per i vari social.
Ma prima di terminare questo video, e chiudere definitivamente questo capitolo sulle andature e velocità del nuoto, voglio prima parlarti dei passi e della velocità di gare.
In particolare, di tutte quelle esercitazioni identificate con il codice di D.
Le esercitazioni sui ritmi di gara:
Innanzitutto, c’è da dire che il lavoro sui ritmi di gara migliora la sinergia metabolica a quella determinata velocità, rendendo più efficace la produzione di energia da parte delle nostre cellule.
I lavori quindi sul ritmo di gara sono quelli nei quali si lavora sul ritorno, ovvero sul secondo 50m, mentre nelle altre distanze il lavoro sul ritmo di gara è riferito generalmente al tempo dei cinquanta centrali della distanza percorsa.
In linea generale, in queste esercitazioni si costruisce la gara tramite la ripetizione di parti di gara, cercando sempre di dosare quelle che sono le distanze, i recuperi e le ripetizioni,
Mantenendo sempre al centro dell’attenzione la nuotata di gara.
Ecco, perciò, che le esercitazioni sul ritmo di gara sono riconducibili a serie come 16, 20, 24 da 25m ogni quaranta secondi.
Facendone magari due lenti e uno veloce al ritmo dei 100m.
20x50m uno lento, mantenendo il ritmo dei 200m con ripartenza ogni minuto.
Oppure, 20x50m due veloci mantenendo il ritmo dei 400m ed uno lento con ripartenza ogni minuto.
E così via per infinite combinazioni.
Adesso quindi tocca a te!
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Insieme a lui capirai quali sono i reali motivi per i quali non riesci a migliorarti o, magari, quali sono i modi finalmente per riuscire a ottenere quelli che sono i tuoi miglioramenti, sia a livello tecnico che metabolico.
Nel frattempo ti lascio qua di seguito il formato video dell’articolo che hai appena letto così che la comprensione di tale argomento possa essere per te quanto più dinamica ed intuitiva possibile.


