Come trovare la motivazione e rendere il nuoto un’abitudine

La motivazione nel nuoto è parte fondamentale:

Purtroppo, nel nuoto, tanti atleti attraversano periodi all’interno dei quali non trovano più quella motivazione che li spinge a nuotare.

È come se perdessero il giusto stimolo. 

A loro si uniscono poi anche tutte quelle persone che a nuotare non hanno mai davvero iniziato.

Questo perché, nonostante la volontà iniziale di cominciare, non sono mai riusciti ad essere costanti. 

Ecco che così, alla fine, hanno scelto di mollare. 

Quest’ultimo è il caso anche di tante persone, come per esempio alcuni aspiranti triatleti, che consapevoli della difficoltà del nuoto scelgono di abbandonare il loro sogno per dedicare tutte le energie sulla corsa e sulla bici.

Mi prendo la responsabilità di dire che il nuoto non è uno sport semplice.

Anzi, purtroppo, se non fatto con quelle che sono delle giuste indicazioni, spesso non porta neanche un briciolo di soddisfazione.

Infatti, uno dei motivi cardini, è che il nuoto risulta essenzialmente una ripetizione continua degli stessi movimenti in un ambiente poco interessante, e con scarso stimolo visivo. 

Voglio farti questo paragone che credo calzi proprio a pennello: nuotare è un po’ come correre sul tapis roulant. 

Quanti sono i runner a cui piace correre sul tapis roulant? 

Beh, credo veramente pochi.

Del resto, vedere per tutto l’allenamento un tappeto che ti scorre sotto i piedi è un po’ come vedere la striscia nera sul fondo della piscina che si ripete ininterrottamente vasca dopo vasca. 

Ciò che però accompagna coloro che si uniscono a noi in Swimprove è una trasformazione dell’intera prospettiva: scoprono che il tempo speso in acqua diventa un potente strumento per migliorarsi, permettendo di eccellere in ogni ambito della vita.

Banalmente anche la sensazione di quando esci fuori dall’acqua e ti senti come rinato.

Percepire i tuoi muscoli che hanno lavorato appieno: braccia, gambe…basti metterlo a confronto con la bici dove sicuramente ci puoi guadagnare a livello di panorama, ma dall’altra parte stai anche tutto il tempo chiuso, ricurvo, reclinato su quello che è il manubrio. 

Chi mi conosce lo sa che pur essendo un grande amante del ciclismo, non c’è proprio paragone. 

Nuotare ci rende più sani, più forti, più completi e soprattutto con un rischio molto più basso di farsi male.

Questo ci porta a sviluppare una vera e propria sana dipendenza verso questo sport, tanto che quando non nuotiamo ci manca. 

Sentiamo così di averne bisogno, sia fisicamente che psicologicamente. 

Del resto, lo stare a contatto con l’acqua rilassa la mente, scioglie i muscoli e allevia tutte quelle che sono le tensioni. 

Purtroppo, però, così come nuotare può diventare una dipendenza…anche non nuotare lo diventa. 

Se infatti smettiamo di nuotare per qualche settimana, o se non iniziamo mai a farlo, ci sarà veramente difficile trovare la motivazione per iniziare.



L’altalena della motivazione:

Poi lo sappiamo, la motivazione va e viene.

Ci sarà sempre la sera in cui ci troviamo super motivati tanto da decidere che la mattina dopo ci sveglieremo presto per andare a fare una nuotata, magari pure prima di entrare a lavoro. 

E poi, niente. 

La mattina stessa, quando effettivamente arriva il momento di svegliarsi per andare in vasca, troviamo una qualsiasi scusa che ci spinge a non farlo. 

Per esempio, l’idea di dover abbandonare il caldo accogliente delle coperte del letto per affrontare l’acqua fredda della piscina al mattino presto è uno scoglio molto difficile da superare.

Soprattutto in inverno…O, perlomeno, questo è stato anche il mio caso. 

Oppure, magari capita di sentirti stanco perché non hai dormito abbastanza. 

Ti senti stressato, hai dolori muscolari o anche solo una brutta giornata alle spalle e, alla fine, chi te lo fa fare di entrare in acqua? 

Quando la motivazione giunge ad una battuta d’arresto finirai con il pensare che un nuotatore di livello non avrebbe mai avuto tali esitazioni.

Perciò, di conseguenza, dirai a te stesso che se ritrovi nel dubbio e nell’incertezza significa che allora, molto probabilmente, non sei portato per questo sport. 

Di conseguenza, la tua motivazione complessiva ne sarà gravemente compromessa, portando inevitabilmente a un alto livello di scoraggiamento e sconforto.

Motivo per cui, come la risolviamo in questi casi? 





Il primo consiglio per innalzare la motivazione nel nuoto:

Ecco che, proprio in questo articolo, voglio darti alcuni consigli infallibili per dare una mano alla tua forza di volontà.

Così da trovare la motivazione per inserire il nuoto all’interno di una routine a cui non puoi rinunciare. 

Partiamo quindi con il primo consiglio: ovvero, prendi l’allenamento come una cura per il tuo corpo. 

Niente ansia da prestazione, esci dall’obiettivo della distanza o del tempo da dedicare in acqua in base a quanto il tuo corpo riesce a darti quel giorno. 

Non guardare il cronometro o l’orologio, ma goditi la nuotata che fondamentalmente è prendersi un’ora per il bene di sé stessi. 

Una sfida contro te stesso, ma non in termini di prestazione, bensì con la semplice finalità di prendersi cura, anche quest’oggi, del tuo corpo.

Questo è un ottimo incentivo per nuotare anche quando una ha poco voglia.

Che poi, non credi sia comunque meglio di restare a casa e sentire tutta la giornata il peso della rinuncia?

Beh, io credo proprio di sì.

Anche perché l’essere umano, nella sua vita, butta via troppe giornate, mesi che poi diventano anni senza prendersi cura di se stesso. 

Inoltre, un altro stratagemma che potresti utilizzare è quello di andare a nuotare con un amico, o con un collega di lavoro.

L’idea, infatti, di avere preso un impegno con qualcun altro, ci farà desistere dal non mollare. 






Il secondo consiglio per innalzare la motivazione nel nuoto:

Il secondo consiglio poi è quello di non focalizzarti su una visione di breve termine.

Sicuramente, anche tu avrai avuto giornate in cui hai lottato per mantenere viva la tua motivazione. 

Pertanto, prima dell’allenamento, decidi di pianificare con cura gli obiettivi da raggiungere durante la sessione.

Tuttavia, nel cuore dell’allenamento, ti rendi conto di non riuscire a realizzarli completamente, causandoti un ulteriore senso di scoraggiamento rispetto a quanto avevi provato inizialmente.

Devi sapere infatti che, nel nuoto, tra gli obiettivi posti troppo facili, e quindi poco stimolanti, e degli obiettivi troppo complessi, e perciò irraggiungibili, intercorre un filo veramente molto sottile. 

Cadere è un attimo.

Ci vuole tanta pazienza in più rispetto anche ad altri sport.

Basti pensare quanto ci impiega un neofita prima di entrare in simbiosi con l’ambiente acquatico. 

Non è come entrare in palestra ed iniziare a sollevare i manubri. 

Qua servono mesi, a volte anche anni, prima di sentire il nuoto non più come un “peso”, bensì come una parte fondamentale della nostra vita. 

A mio avviso devi quindi vedere il nuoto in un’ottica di lungo periodo perché, comunque, i benefici aumenteranno esponenzialmente pian piano che continuerai ad allenarti. 

In sostanza, se dovessi perdere la motivazione, prova a pensare a te stesso del futuro.

A come ti vorresti vedere in acqua. 

Ma, per farlo, è chiaro che necessiti di una pianificazione corretta ed improntata su di te, di un percorso che ti dia la concreta opportunità di partire da un punto “A” per poi arrivare migliori ad un punto “B”.Assaporando, e toccando con mano, il raggiungimento di ogni singolo step. 

È questo quello che facciamo con ogni atleta che entra all’interno di Swimprove.



Il terzo consiglio per innalzare la motivazione nel nuoto:

Infine, eccoci arrivati al terzo consiglio: ovvero, poniti dei punti fissi da rispettare. 

Ammettiamolo, ci sono volte in cui proprio abbiamo zero voglia di allenarsi. 

Capita anche a me.

Ed in questi casi ti dico di restare tranquillo.

Ci sta.

A prescindere di tutto quello detto fino ad ora, non è un dramma se salti un allenamento.

Il senso, infatti, di questo consiglio è quello di cercare di rispettare il più possibile il tuo programma di allenamento ma, allo stesso tempo, di concederti un giorno di stacco, o di riposo, senza alcun tipo di rimorso se ne senti appunto il bisogno.

Anzi, io personalmente sono proprio a favore, soprattutto se poi ti permette di entrare il giorno dopo in acqua più carico che mai.

Mi raccomando, però, non deve assolutamente diventare un’abitudine.

Ecco perché devi darti delle regole.

Altrimenti, il sommarsi delle scuse ti porterà ben presto fuori rotta. 

Motivo per cui, se ti capita di saltare un allenamento va bene. Non farne un dramma, ma torna subito in carreggiata.

Perché poi, se ne salti due, va a finire che salterai anche il terzo. 

E questo costante squilibrio alla lunga non ti porterà lontano. 



Recap finale:

In conclusione, ti suggerirei di non lasciarti trascinare dall’altalena dell’umore e della motivazione ma, piuttosto, di impegnarti nella costruzione di abitudini solide attraverso metodo e pratica costante.

Puoi infatti essere anche la persona più motivata di tutte, ma se le tue abitudini e i tuoi metodi lasciano a desiderare, prima o poi il castello cadrà in mille pezzi. 

Sappi che il nuoto è uno sport estremamente duro, ma costruire semplici abitudini e metodi corretti sono gli strumenti base per renderlo accessibile a chiunque, anche a te.

Adesso infatti tocca a te!

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Nel frattempo ti lascio qua di seguito il formato video dell’articolo che hai appena letto così che la comprensione di tale argomento possa essere per te quanto più dinamica ed intuitiva possibile.

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Foto di Mattia Torrioni, autore del blog di Swimprove
Mattia Torrioni | Co-founder di Swimprove

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