Perché non riesci in nessun modo a nuotare più veloce?
Chi ha fatto nuoto agonistico per tanto tempo, anche a distanza di anni, può riuscire a nuotare bene o male con discreta facilità senza per forza doversi allenare più di tanto.
Ovviamente, se lo scopo attuale risulta quello del benessere e non della competizione.
Se infatti così è, basta loro giusto un po’ di mantenimento per magari stare al pari, o addirittura avanti, a chi magari vuole pure competere e che, però, non ha lo stesso passato natatorio alle spalle.
Questo succede perché essenzialmente questi ex nuotatori agonisti, in passato, hanno acquisito come muoversi con maestria in acqua e, per tale motivo, la loro memoria muscolare anche a distanza di molto tempo si ricorda come muovere adeguatamente il corpo in acqua.
Quest’ultimi difatti hanno un miglior controllo del proprio corpo che gli permette di muovere le braccia e le gambe con maggiore efficacia e con un minor dispendio di energie.
Sfortunatamente, però, ciò non succede con persone che hanno poca esperienza in acqua.
Come utilizzare le gambe per iniziare a nuotare più veloce:
Per esempio, quello che noi vediamo maggiormente nelle persone che entrano a far parte dei nostri percorsi privati sono proprio le ginocchia che affondano e che portano il soggetto a scalciare inutilmente.
Un altro aspetto poi è il classico vizio di tenere il piede a martello e muovere le gambe in maniera scattosa quasi a simulare le movenze di un robot.
Fortunatamente, però, la cosa positiva è che migliorare non è difficile.
Basta, innanzitutto, capire che per avere una buona battuta di gambe è necessario sbloccare le caviglie e distendere bene i piedi, così che di conseguenza le nostre anche non dovranno flettersi eccessivamente, proprio come abbiamo spiegato nel precedente articolo pubblicato sul nostro blog.
L’esercizio per migliorare la tua gambata:
Per capire può essere utile prendere ad esempio un nuotatore di buon livello, la differenza si vede subito:
guardati dal video, che ho lasciato in allegato al termine dell’articolo, come il suo piede risulta ben disteso.
È chiaro, può sembrare facile per chi è nuotatore avanzato o esperto.
Diciamo che gli viene naturale senza nemmeno pensarci, perché così effettivamente è.
Però non è affatto banale per chi, invece, non ha praticato questo sport sin da bambino.
O per chi, d’altro canto, è abituato da sempre a fare altro e si ritrova in acqua con una notevole rigidità a livello degli arti inferiori.
Ecco che per mobilizzare le tue anche, e le tue caviglie, prova ad iniziare a fare questo semplice esercizio, che puoi osservare sempre dal video in allegato, e vedrai che in acqua piano piano ne otterrai i dovuti benefici.
E, soprattutto, costituirà il primo passo verso il tuo miglioramento in acqua sia a livello di tecnica di nuotata così come, di conseguenza, a livello di velocità e tempi di percorrenza.
Come utilizzare le braccia per iniziare a nuotare più veloce?
Per quanto riguarda invece la posizione delle braccia e, quindi, delle mani sott’acqua possiamo dire che già a prima vista questo fattore differenzia il nuotatore evoluto da quello principiante.
Semplicemente perché devi sapere che le tue mani devono fare resistenza in acqua, la stessa resistenza che sentiamo sul nostro palmo della mano.
Ebbene sì, sarà questo ciò che maggiormente favorirà il tuo avanzamento.
Le mani però non sono l’unica parte delle braccia che generano resistenza in acqua.
Anche gli avambracci sono molto importanti.
Ma è fondamentale però capire che la resistenza che riusciamo a generare ha molto a che fare con il tipo di leva che generiamo.
Difatti, quando nuotiamo, più si allontana la resistenza dal fulcro più risulterà difficile il movimento.
Per provarlo in prima persona prova a fare una trazione alla sbarra senza piegare i gomiti.
Penso che tu capisca immediatamente che se vogliamo tirarci su risulta più facile fletterli.
Bene, in acqua funziona nello stesso identico modo.
L’esercizio per migliorare la tua bracciata:
Quindi, per utilizzare correttamente le braccia, la tua mano deve stare sulla stessa linea dell’avambraccio e, quest’ultimo, deve risultare perpendicolare alla superficie dell’acqua.
Ha capito bene, deve essere perpendicolare e non parallelo.
Ecco allora che per migliorare la tua bracciata sott’acqua può essere utile far uso delle palette in una maniera un po’ diversa dal solito.
Prova, infatti, a mettertele al contrario: in modo che la punta vada a coprire il polso e, poi, afferrale con le dita in maniera tale che tu riesca a notarci senza che ti scivolino via alla prima bracciata.
(Anche qui trovi l’esempio visivo nell’allegato video che ho inserito alla fine di questo articolo)
Vedrai che in questo modo sentirai l’importanza di usare gli avambracci per generare avanzamento.
Provare per credere.
Ecco che, in conclusione, possiamo dire di aver trattato dei presupposti fondamentali sia per la bracciata che per la gambata.
I quali, se applicati con criterio proprio come descritto nell’articolo che hai appena letto, ti permetteranno con l’aiuto dell’allenamento, la costanza e la ripetizione di nuotare pian piano sempre più veloce.
Io spero che questo articolo ti sia piaciuto, ma prima di finire ti ricordo che:
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Nel frattempo ti lascio qua di seguito il formato video dell’articolo che hai appena letto così che la comprensione di tale argomento possa essere per te quanto più dinamica ed intuitiva possibile.


