La corretta bracciata a stile libero

Cosa significa avere una corretta bracciata a stile libero:

Una corretta bracciata a stile libero, così come in realtà anche negli altri stili, può essere definita tale se effettivamente solo e soltanto se risulta efficace. 

Non conta quindi quanto è bella la nostra nuotata vista da fuori…bensì, è molto più importante come risulta la nostra nuotata vista da una prospettiva subacquea.

Infatti, al fine della propulsione e dell’avanzamento, è importante capire che se nella parte subacquea della bracciata non percepiamo e non prendiamo acqua…potremmo allenarci all’infinito, ma non riusciremo mai ad ottenere dei risultati tangibili.

Motivo per cui, concentrarsi sul muovere bene le nostre braccia e posizionare correttamente le nostre mani sott’acqua è l’unico modo per migliorare.

Anche perché, ciò che succede al di fuori dell’acqua, spesso è una conseguenza di quello che facciamo sotto. 

Ma allora, a questo punto, può sorgere spontanea una domanda: “Ma a cosa dobbiamo pensare?”

“Semplicemente a spingere l’acqua verso il dietro, oppure sott’acqua bisogna cercare con la mano di disegnare una specie di “S” come spesso si sente sentire in giro?” 



La corretta bracciata a stile libero: serve disegnare la famosa “S”?

Per rispondere a questa domanda c’è bisogno innanzitutto di fare un po’ di chiarezza. 

Pensare subito a tirare l’acqua verso il dietro è quello che solitamente vediamo fare ai principianti o, comunque, a tutti coloro che, non avendo una buona sensibilità acquatica, saltano tutta la fase iniziale di distensione, appoggio e presa.

Infatti, non appena il braccio gli entra in acqua, non trovando appoggi, quest’ultimo solitamente gli cade subito a picco bucando soltanto inesorabilmente l’acqua.

D’altro canto questa tirata, se così vogliamo chiamarla, viene vista fare anche dai professionisti.
In particolare dagli specialisti dei cinquanta metri.
 

Peccato però che loro lo fanno non perché non sentono l’acqua nella prima parte di bracciata, sennò non sarebbero chiaramente a quel livello, ma semplicemente per una questione di maggiore applicazione di forza, frequenza di bracciata e potenza.

Sono professionisti. 

Però poi ovviamente questa tipologia di nuotata, essendo dispendiosa e potenzialmente nociva per l’articolazione della spalla, se non supportata da una buona muscolatura rischia di diventare davvero molto pericolosa e controproducente.

E quindi la mano sott’acqua, con la sua traiettoria, deve allora davvero disegnare questa sorta di “S”? 

Più no che sì.




Il punto di svolta:

Nel senso che pensare a fare una “S” sott’acqua nel mentre nuotiamo porta, nella maggior parte dei casi, ad andare troppo esterni in fase di distensione per poi stringere in maniera eccessiva verso il costume in fase di trazione.

Rischiando così che il braccio, da una posizione iniziale completamente fuori asse, si ritrovi inevitabilmente sotto la pancia.

E questo, non porta altro che a nuotare a zig-zag  come puoi infatti ben vedere illustrato nel video che ti ho lasciato in allegato alla fine di questo articolo.

Ecco perciò che questa “S” non va ricercata a tutti i costi dato che, se impariamo a muoverci bene, poi bene o male viene un po’ da sola. 

Difatti il nuotatore deve tener presente di una sola cosa, ovvero:
una volta che il braccio entra in acqua, quest’ultimo deve andare obbligatoriamente a distendersi bene in avanti, sotto la superficie dell’acqua, lungo la linea delle spalle.

Quasi come se volesse andare ad agganciare, in lontananza, una sbarra che sporge dal bordo dalla vasca…in modo da aggrapparcisi e portare così tutto il corpo oltre.

Però non va tirata verso noi, come se volessimo sradicarla, perché altrimenti in fase di trazione il gomito si abbasserebbe troppo, proprio come puoi vedere nel video.

Il gomito infatti deve risultare sempre bello alto, formando circa un angolo di 90 gradi.

È la mano che invece deve fare leva sulla sbarra per proiettarci in avanti. 

Fidati che se guardi bene il video che ti ho lasciato apposta alla fine dell’articolo ti risulterà tutto incredibilmente più chiaro e comprensibile.



L’accelerazione progressiva della bracciata:

Ecco quindi che, facendo così, la nostra bracciata subacquea compirà una sorta di accelerazione progressiva durante tutto il suo corso.

Proprio perché la parte iniziale risulterà un po’ più lenta, visto che è dedita alla distensione e alla ricerca dell’appoggio dell’acqua sul nostro palmo della mano.

Mentre, non appena entreremo in fase di trazione, a quel punto allora potremo applicare forza per spingerci più velocemente possibile oltre la linea dei fianchi. 

È questa la differenza che contraddistingue una bracciata efficace da una bracciata che invece va a vuota e che, quindi, risulta tutta uguale dall’inizio alla fine.

Lo so, non è facile, soprattutto per chi è all’inizio e non ha mai lavorato sulla propria tecnica.
Ti dico che è normale.
Tante persone che infatti arrivano da noi, e non hanno una buona percezione del proprio corpo in acqua, sono in difficoltà su tutti questi aspetti appena descritti.

Ma migliorare è possibile, soprattutto se decidi di affidarti a Swimprove! 

Mi auguro quindi che anche questo articolo ti sia piaciuto e possa servirti come aiuto ma, prima di concludere, ti ricordo che:

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Nel frattempo ti lascio qua di seguito il formato video dell’articolo che hai appena letto così che la comprensione di tale argomento possa essere per te quanto più dinamica ed intuitiva possibile.

Indice
Foto di Mattia Torrioni, autore del blog di Swimprove
Mattia Torrioni | Co-founder di Swimprove

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