I crampi nel nuoto:
Una cosa che accomuna tutti nello sport e nell’attività fisica sono ahimè, i crampi, dal principiante al campione olimpico.
Tutti, in qualsiasi momento, possono ritrovarsi alle prese con un crampo inaspettato.
Del resto, a chi è che non è mai capitato di fermarsi un attimo durante una sessione in acqua a causa di un crampo alle dita, alla pianta del piede o, peggio ancora, al polpaccio?
È successo anche a me, ed i motivi possono essere molteplici.
Il primo fattore spesso è quello legato alla disidratazione, con perdita annessa di elettroliti.
Perciò bere di più integrando anche con un po’ di sali, nelle giuste proporzioni e quantità, può solo che aiutare.
Così come, purtroppo, ci sono anche le famose teorie da bar che ci suggeriscono all’occorrenza di fare un po’ più di stretching, dedicare maggiore spazio al riscaldamento, ecc ecc…
Teorie piuttosto generalizzate che però, nella loro concretezza, non sono per forza sbagliate.
Anzi, di motivi che possono portare all’insorgenza di un crampo ce ne sono così tanti che forse un articolo come questo potrebbe non bastare.
Come prevenire i crampi nel nuoto:
Quest’oggi sono qui per dirvi che i crampi possiamo assolutamente prevenirli, così da evitare che possano compromettere la tua attività fisica in acqua.
Voglio farlo facendoti concentrare sul capire quanto è importante riportare al centro dell’attenzione le fondamenta del movimento in acqua.
Mi spiego meglio: comincia ora più che mai a lavorare sulla pulizia del tuo movimento in acqua, perché tutto fa capo al tuo grado di rigidità, ed una nuotata rigida e scoordinata aumenta esponenzialmente la possibilità di imbattersi in fastidiosi crampi.
Capiamoci, non sto sminuendo l’importanza del bere, di fare sempre un buon riscaldamento e chi più ne ha più ne metta.
Il mio discorso va ben oltre.
Rigidità e crampi nel nuoto:
Voglio farti capire che una buona agilità, sensibilità ed acquaticità rappresentano il pezzo del puzzle che spesso manca quando ci troviamo in una condizione fisica non desiderata come quella data dai crampi.
Se in acqua, infatti, non hai una buona battuta di gambe, oppure fai così tanta fatica da sentirti letteralmente come un ciocco di legno con le gambe che quando nuoti ti vanno sul fondo, sappi che devi lavorare sulla tua rigidità.
E la soluzione non è quella di sforzarsi a tenere le gambe distese, oppure di cercare di allungare a più non posso le caviglie per cercare la posizione del piede a ballerina.
Così come utilizzare le pinne per facilitare il galleggiamento e riuscire ad applicare più forza a favore di un maggiore avanzamento.
Niente di più sbagliato, davvero.
Se ti trovi in queste condizioni, è naturale che tu possa spesso soffrire di crampi alle dita dei piedi o ai polpacci.
Quindi, quando nuoti, se sei consapevole di avere il piede a martello…una condizione comune tra chi si avvicina a questo sport in età avanzata o proviene da discipline come il ciclismo o la corsa, forzarne la distensione è uno degli errori più gravi che puoi commettere.
È come voler imparare da un giorno all’altro una spaccata, ovvero la classica posizione con la massima divaricazione possibile delle gambe.
Ci vuole una giusta progressione didattica ed il suo tempo.
Conclusioni finali:
Fare quindi un eccessivo utilizzo di ausili o strumenti, come le pinne, per provare maggiore soddisfazione nell’immediato o per velocizzare le tappe…nella stragrande maggioranza dei casi non porta a buoni risultati.
Anzi tutto ciò, in una persona inesperta, porta a dipendere completamente da uno strumento, finendo così per sottovalutare le sensazioni naturali del proprio corpo.
Difatti, ho potuto constatare personalmente che tante persone che approcciano il nuoto non hanno la capacità di ascoltarsi in acqua.
Così come tante altre, invece, non riescono proprio ad interpretare correttamente le sensazioni date dalla propria nuotata.
E tutto questo ha dei limiti significativi.
Ciò di cui hai veramente bisogno è imparare a seguire, leggere, e interpretare accuratamente le tue sensazioni.
Queste rappresentano la tecnologia più avanzata a nostra disposizione e, se utilizzate correttamente, possono davvero trasformare il tuo modo di nuotare.
Adesso quindi tocca a te!
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Insieme a lui capirai quali sono i reali motivi per i quali non riesci a migliorarti o, magari, quali sono i modi finalmente per riuscire a ottenere quelli che sono i tuoi miglioramenti, sia a livello tecnico che metabolico.
Nel frattempo ti lascio qua di seguito il formato video dell’articolo che hai appena letto così che la comprensione di tale argomento possa essere per te quanto più dinamica ed intuitiva possibile.


