Cosa significa nuotare il dorso:
In questo articolo voglio parlarti un po’ del dorso.
Uno stile che ancora non abbiamo mai trattato su questo blog, ma che adesso voglio prendere in esame per farti capire come il dorso da solo possa mostrarti e farti percepire alcuni degli errori comuni che, solitamente, si commettono nello stile libero.
Partiamo innanzitutto dicendo che il dorso è uno stile libero “rovesciato”.
Credo che questa definizione possa rendere bene l’idea.
Difatti, la posizione del corpo a dorso è simile a quella descritta nello stile libero semplicemente, però, ruotata di 180°.
Quindi con il corpo bene orizzontale sull’acqua e la testa distesa.
Lo sguardo, ovviamente, è rivolto verso l’alto.
Questo perché abbassare lo sguardo, e di conseguenza la testa, comprometterebbe l’idrodinamica del nostro assetto.
Sicuramente, però, la differenza principale con lo stile libero è che nel dorso ci muoviamo andando all’indietro e questo, ovviamente, implica che non possiamo avere concezione visiva di ciò che succede davanti alla nostra testa.
Motivo per cui questo stile di nuotata, in realtà, risulta non così facile da padroneggiare.
Il vantaggio di nuotare il dorso:
Tuttavia, però, il dorso possiede un grande vantaggio: quello della respirazione.
Difatti, in questo stile di nuotata, per respirare non è necessario compiere nessun movimento del capo o di altre parti del corpo.
E ciò, semplifica molto il mantenimento dell’allineamento del nostro corpo in acqua.
Proprio questo il motivo, il dorso, è appunto lo stile di nuotata che a livello di corsi nuoto solitamente si insegna per primo.
Il 1° errore che il dorso ci mostra:
Ma torniamo adesso noi e partiamo con l’enunciare il primo errore che solitamente vediamo commettere: la gambata.
Tante persone non riescono infatti a calciare sul dorso.
Altre ci provano, battono le gambe, ma in realtà il risultato è che non riescono addirittura nemmeno a muoversi.
La soluzione a tutto questo, però, non è certo quella di contrarre i muscoli lombari inarcando così la schiena per provare a compensare.
Perché, facendo così, le gambe non faranno altro che affondare ancor di più.
Il motivo di questo errore è molte semplice, ed è regalato alla cattiva abitudine di flettere le ginocchia.
Le quali infatti, di conseguenza, creeranno un sacco di resistenza anche durante la nuotata a stile libero.
Questo particolare difatti, nello stile libero, può all’apparenza essere nascosto.
Poiché un qualsiasi nuotatore che nuota stile libero quando calcia, anche se va a vuoto, finisce per avere comunque un appoggio all’acqua.
Dato che comunque il colpo viene dato verso il basso.
La particolarità di questo errore:
Ma sul dorso non è affatto così, anzi…il calcio spinge fuori l’acqua dalla superficie.
Non trova perciò appoggio né sostegno e quindi, quest’ultimo, se risulta pure inefficace ecco che influenzerà negativamente la galleggiabilità del nostro corpo.
Che, con il poco supporto che ottiene, finirà per affondare subito.
Ecco allora che se tu riuscissi ad imparare a battere bene le gambe sul dorso…quindi con il ginocchio semi teso e con un colpo di gambe ricercato ad una profondità di massimo 60-80cm sotto la superficie dell’acqua, sicuramente otterrai una migliore battuta di gambe anche sullo stile libero.
Un consiglio, infatti, che mi sento di darti è il seguente:
Quando nuoti ricerca sempre la sensazione dell’acqua che si appoggia sul dorso del tuo piede.
In modo tale che tu possa spingerla verso il basso, o verso l’alto, a seconda se in quel momento ti ritrovi a nuotare dorso o stile libero.
Se invece commetti l’errore di flettere eccessivamente il ginocchio potrai battere le gambe, o scalciare quanto vuoi, ma non riuscirai mai ad avanzare nella maniera corretta.
Il 2° errore che il dorso ci mostra:
Andando avanti con la trattazione, il secondo errore tipico che il dorso può mostrarci è la posizione del gomito.
Difatti, un problema comune a molti quando si nuota il dorso è quello di non flettere i gomiti.
Di conseguenza, le braccia vengono erroneamente tenute tese durante tutta la passata subacquea, andando così a creare maggiore resistenza e ad annullare persino la fase spinta.
Oltre, ovviamente, a compromettere le spalle con una posizione piuttosto rischiosa per la sua salute.
Ciò che invece devi ricercare è l’aggancio all’acqua per far sì che la forza applicata venga effettivamente ricambiata in termini di avanzamento.
Questo è possibile innanzitutto pensando al parallelismo con lo stile libero.
Difatti, in questo stile di nuotata, una volta che il braccio entra in acqua deve subito riuscire a distendersi per andare ad agganciare l’acqua più lontano possibile.
Questo perché così possiamo successivamente assistere ad un processo di verticalizzazione dove, di conseguenza, il gomito si flette in automatico.
Trasportandolo sul dorso basti semplicemente pensare che il braccio, una volta entrato, deve affondare per pescare acqua in profondità così poi da riuscire a spingerla creando un angolo di spinta favorevole in termini di applicazione di forza, dispendio di energia e salvaguardia dell’articolazione della spalla.
E questo angolo che si deve andare a creare tra il braccio e l’avambraccio deve essere più o meno vicino ai 90 gradi.
Sia nel dorso che nello stile libero.
Il 3° errore che il dorso ci mostra:
Infine l’ultimo errore critico che il dorso può mostrarci è quello relativo alla mobilità.
Essere poco mobili a livello delle spalle è un grande difetto, o meglio, è un bel problema.
Il rollio, sul quale ci ho già dedicato un intero articolo, è un fattore principale ed imprescindibile se vogliamo rendere la nostra nuotata efficace a stile libero, così come nel dorso.
Se infatti a dorso, durante ogni ciclo di bracciata, le tue spalle non escono a turno fuori dall’acqua significa che non padroneggi il rollio.
Perciò la tua nuotata risulterà quasi sicuramente piatta anche nello stile libero.
Sappi però che la mobilità non è un aspetto che si migliora dal giorno alla notte ma, logicamente, serve un lavoro ben mirato.
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