Quante volte allenarsi a settimana nel nuoto?

Un problema comune:

Quante volte nuotare a settimana? 

Una domanda davvero super gettonata che tormenta qualsiasi nuotatore amatoriale o triatleta.

Considerando poi che quest’ultimi, durante la settimana, devono incastrare il nuoto con le altre discipline.

E quindi, all’apparenza, potrebbe sembrare ancora tutto più complicato.

Infatti, molti ci chiedono: “Io che sto preparando una gara lunga, oppure chi si allena per una traversata in mare, o ancora chi punta solo a gare brevi e veloci… quante volte dovrei allenarmi?”

Di conseguenza nascono riflessioni tipo: “Hai la possibilità di andare tutti i giorni, oppure no?”

Beh…Probabilmente tra lavoro, famiglia, bici, corsa e tutto il resto, forse riesco ad andare in piscina solo due o tre volte a settimana…Quindi posso comunque ottenere risultati?

Ci scommetto…Ti ritrovi anche tu in queste parole? 

Ecco, sappi allora che non esiste una risposta che vada bene per tutti.

Motivo per cui, in questo articolo, cercherò di farti capire in linea generale se quello che stai facendo va bene oppure no.

Ma, prima di tutto, voglio farti una domanda tanto semplice quanto di fondamentale importanza: “Come ti senti in acqua?”

Ma, soprattutto: “Qual è il tuo livello tecnico?” 

Te lo dico perché, con SwimProve, ci occupiamo proprio di questo: vediamo tante persone convinte di allenarsi correttamente, ma che spesso finiscono per doversi fermare all’improvviso a causa di infortuni o problemi alle spalle.


Ecco, in questi casi, il motivo il più delle volte può essere causato anche da un banale e trascurato sovraccarico protratto nel tempo.

Su quest’ultima affermazione voglio che tu ci rifletta un attimo.

 






Una riflessione importante:

Per farti capire meglio, ti faccio un confronto: la corsa è uno sport che ha un impatto fisico molto più significativo rispetto al nuoto, principalmente per via del continuo contatto con il terreno.

Spesso si sente dire: “vai a nuotare, così eviti questi problemi”, ed è vero che il nuoto, a differenza di molti altri sport, riduce il carico sulle articolazioni.

Tuttavia, anche il nuoto – come la pallavolo – comporta movimenti ripetuti sopra la linea delle spalle (in questo caso, ogni bracciata), cosa che a lungo andare può mettere a rischio l’articolazione della spalla, cioè quella scapolomerale.

Pensa solo a quante bracciate fai in un singolo allenamento…Bene, prolungalo per mesi, anni ed a tutto questo aggiungici pure una tecnica non appropriata.

Ecco quindi che il danno è fatto.

È chiaro perciò che per capire quante volte alla settimana devi allenarti c’è bisogno in primis di fissare l’obiettivo.

Ovvero, se nuoti per fini di competizione non puoi allenarti alla meno peggio e poi pretendere risultati stratosferici in gara.

Naturalmente, in tutto ciò, hanno un ruolo importante sia l’esperienza sportiva pregressa sia la competenza del coach di riferimento.

Comunque c’è da dire che non esistono formule magiche per migliorare in acqua senza dedicarci il giusto tempo.

Se vogliamo migliorare in acqua dobbiamo starci, senza se e senza ma.

In ogni caso, però, voglio portarti in prima persona il mio esempio affinché tu riesca a capire di più.





La mia esperienza personale:

Fino a qualche anno fa, essendo un agonista di buon livello, mi allenavo tutti i giorni due ore in acqua e, due volte a settimana, aggiungevo persino la palestra.

Addirittura, durante la stagione di picco, sono arrivato anche a doppiare mattina e pomeriggio con risultati che, paradossalmente, sono stati forse i peggiori di sempre.

Sicuramente non all’altezza di quanto mi allenavo.

Poi ho iniziato l’università, così come il lavoro, perciò gli allenamenti per una pura questione di tempo li ho dovuti dimezzare.

Sono quidi passato da fare 9-12 allenamenti a settimana a farne solo tre/quattro.

Cosa ne ho imparato?

Che quel periodo dove mi sono allenato meno sono riuscito a fare una delle mie migliori stagioni in assoluto.

Mi sono dato una spiegazione: probabilmente, anni di allenamenti intensi hanno contribuito a costruire e consolidare una grande resistenza fisica, ma allo stesso tempo, il continuo sforzo al limite ha finito per logorarmi.

Dopo anni di accumulo, è come se il mio corpo non riuscisse più a sostenere tale pressione, e appena ha avuto un momento di sollievo, ha iniziato a rigenerarsi rapidamente, pronto a dare di nuovo il massimo.

Quanto è durato questo periodo? 

Circa un anno e mezzo dove, allenandomi di meno, sono riuscito a ottenere degli ottimi risultati.

Ecco, quindi, che allenarsi di meno è ciò che consigliamo a tutti i nostri allievi in Svimprove? 

Assolutamente no, perché questa metodologia ha funzionato per me che avevo una certa base alle spalle, e non è certo il tipico caso di un comune nuotatore o triatleta amatoriale.

Inoltre, come dicevo prima, dopo un anno e mezzo questo ‘giochino’ ha smesso di funzionare anche per me: è stato come ritrovarmi improvvisamente privo di quelle solide basi su cui facevo affidamento, quasi dandole per scontate.

In fondo, è normale che sia così; altrimenti sarebbe tutto troppo semplice.



Conclusioni finali:

Quindi, il messaggio che voglio trasmetterti con questo articolo, considerando la tua situazione da puro amatore, è di non farti ossessionare dal numero di sedute o dai chilometri percorsi.

Per un nuotatore o triatleta amatoriale, la priorità dovrebbe essere migliorare l’acquaticità e affinare la tecnica, che rappresentano le sue vere sfide principali.

I chilometri e la velocità vengono poi di conseguenza da soli.

Motivo per cui, almeno 2-3 allenamenti a settimana acqua sono strettamente necessari per ottenere dei miglioramenti tangibili.

Quindi, se devi fare una scelta, ti consiglio di nuotare più frequentemente, riducendo magari la durata di ogni sessione, piuttosto che fare solo due allenamenti molto lunghi. È un po’ come nella corsa: più tempo stai sulle gambe, meglio si consolidano le tue capacità.

Nel nuoto, a maggior ragione, poiché vige la componente di acquaticità, che ha un impatto enorme, non c’è miglior modo di allenarla se non stando a stretto contatto il più possibile, e costantemente, con l’acqua.

Adesso quindi tocca a te!

Se vuoi effettivamente imparare ad allenarti bene e con giudizio, ti invito ad entrare a far parte della nostra squadra di nuoto.

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Insieme a lui capirai quali sono i reali motivi per i quali non riesci a migliorarti o, magari, quali sono i modi finalmente per riuscire a ottenere quelli che sono i tuoi miglioramenti, sia a livello tecnico che metabolico. 

Nel frattempo ti lascio qua di seguito il formato video dell’articolo che hai appena letto così che la comprensione di tale argomento possa essere per te quanto più dinamica ed intuitiva possibile.

Indice
Foto di Mattia Torrioni, autore del blog di Swimprove
Mattia Torrioni | Co-founder di Swimprove

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