La spalla del nuotatore: un infortunio molto comune
La spalla del nuotatore è forse l’infortunio più comune e con più alta probabilità d’insorgenza nel chi pratica questa disciplina sportiva.
Ma, nonostante questo, molti nuotatori abitualmente non fanno niente per salvaguardare le proprie spalle finché, ahimè, il dolore non incombe in maniera seria.
Difatti l’infiammazione alla cuffia dei rotatori, che a seconda della gravità può sfociare anche in una vera e propria tendinopatia, costituisce l’infortunio tipico del nuoto il quale, a seconda della sua entità, può tenerti fuori dalla piscina anche per mesi.
Ovviamente c’è da considerare che ci possono essere molte cause diverse all’origine di questo problema e quindi, in questo articolo, voglio parlarti di quegli aspetti e degli atteggiamenti sbagliati a cui si prestano inconsapevolmente la maggior parte dei nuotatori.
Inoltre, alla fine dell’articolo, ti mostrerò anche alcuni esercizi utili per prevenire questa tipologia di fastidi.
Quanto incide il modo di nuotare:
Sicuramente parlando di spalla del nuotatore innanzitutto ritorna fondamentale il concetto di nuotare bene, onde evitare di caricare sulle spalle una pressione eccessiva durante i nostri allenamenti.
Una tecnica errata, infatti, ci può portare ad un ripetersi continuo di gesti scorretti durante la nostra nuotata, con il solo risultato di muovere il nostro corpo in un modo biomeccanicamente non corretto.
Gli errori tipici che vengono commessi:
Basti pensare che il primo errore a stile libero che solitamente viene commesso è quello di tenere la spalla incollata all’orecchio, anziché tenerla più vicina alla guancia, durante tutta la fase di presa della bracciata.
E ciò, come conseguenza diretta, porta con il tempo ad un irrigidimento elevato della muscolatura del collo e del trapezio.
Ed il motivo che causa questa tipologia di errore è spesso associabile alla mancanza di un adeguato rollio durante la nuotata.
(PS. Tema molto importante sul quale ci ho dedicato tutto il precedente articolo)
In seconda istanza, un altro errore molto tipico viene invece commesso in fase di ingresso della bracciata e ti viene mostrato nel video che ho allegato alla fine di questo articolo.
Osserva bene infatti come, in questo caso, il braccio invece che distendersi in avanti scappa immediatamente di lato, va quindi largo e questo porta ad avere una fase di trazione con un angolo così aperto che, oltre a risultare svantaggioso dal punto di vista delle leve, non fa altro che sovraccaricare troppo l’articolazione della spalla.
Ma non è tutto, perché un altro super classico è quello di non flettere il braccio sott’acqua ricercando, al contrario, un’applicazione di forza a braccia quasi completamente tese.
Ora qualcuno potrebbe dire: “Eh ma io ho sentito che nuotare a braccia tese permette di sprigionare più forza”.
Da un lato possono essere d’accordo con tale affermazione, dall’altro invece ritengo che chi riesce a sprigionare più forza con tale accorgimento è colui o colei che risulta ad un livello avanzato tale da avere una sensibilità acquatica ed una struttura fisica che glielo possa permettere.
Ma, per il nuotatore comune, in linea generale nuotare a braccia tese fa solo peggio che meglio.
Perché, alla fine, questa tipologia di nuotata affatica troppo le spalle dato che non va a sfruttare i muscoli più forti e resistenti, come il pettorale e i muscoli potenti della schiena, vedi per esempio il gran dorsale.
È bene perciò sapere che nuotare male è controproducente per la spalla poiché, quest’ultima, si troverà a dover sopperire all’uso limitato di altri muscoli andando, così, a ricoprire un ruolo che non gli spetta.
E questo, è esattamente il modo per incorrere in uno spiacevole infortunio.
Spalla del nuotatore e mobilità articolare:
Inoltre, giusto per concludere, ci tengo a fare una menzione speciale all’importanza della mobilità articolare.
Semplicemente perché un’articolazione che non può muoversi liberamente, è più soggetta ad infortuni.
Questo vale sia per la spalla che per tutte le altre articolazioni del corpo, come per esempio quella dell’anca e della caviglia.
Motivo per cui, nella nostra routine di allenamenti, è bene magari inserire nella parte di riscaldamento e attivazione a secco esercitazioni specifiche per allenare la mobilità delle nostre articolazioni, o per potenziarle le strutture muscolari che le sostengono.
Alcuni esercizi utili per prevenire questa tipologia di fastidio:
Ci sono poi alcuni esercizi davvero importanti, di cui non possiamo fare a meno, e che puoi svolgerli utilizzando un semplice elastico come quello presente all’interno del video in fondo a questo articolo.
In ogni esercizio, mi raccomando, assicurati di tenere le spalle ferme e ben distanti dalle orecchie. La scapola ben incassata e, soprattutto, nel primo esercizio tieni il gomito ben attaccato al busto ed arriva fino a dove puoi.Non fare il classico l’errore di staccare il gomito e di muovere la spalla per guadagnare centimetri extra, poiché non ha utilità e rischia soltanto di farti fare male.
Fai circa dieci o venti ripetizioni per lato di ogni esercizio, prima di entrare in acqua, e vedrai che piano piano la mobilità delle tue spalle migliorerà.
Ecco allora che, per salvaguardare le tue spalle e prevenire gli infortuni, prova intanto ad inserire nella tua routine di allenamento questi semplici esercizi che puoi trovare tutti nel video qua sotto, e vedrai che con il tempo ne otterrai i giusti benefici.
Io spero che questo articolo ti sia piaciuto, ma prima di finire ti ricordo che:
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Nel frattempo ti lascio qua di seguito il formato video dell’articolo che hai appena letto così che la comprensione di tale argomento possa essere per te quanto più dinamica ed intuitiva possibile.


